La BITC Borsa Italiana del Turismo Culturale© offre un luogo fisico espositivo e un sito virtuale nei quali non solo gli operatori del turismo culturale possano allogare i propri stands (anche virtuali), presentare le proprie offerte e attivare specifici business in questo settore ma anche gli studiosi ed esperti in questo campo possano presentare le proprie ricerche, proporre le proprie idee, dibattere e interagire con altri ricercatori di diversa appartenenza geografica e culturale. Inoltre la BITC Borsa Italiana del Turismo Culturale© si presta quale spazio di discussione aperto alla possibilità di costruzione sociale del territorio e di sviluppo della psicologia della convivenza attraverso le potenzialità del turismo culturale.

Alcuni aspetti del turismo culturale hanno anche diretta attinenza con il marketing turistico (abbracciante diverse altre competenze vale a dire aziendalistiche, economiche, sociologiche e statistiche) che studia il turismo quale prodotto di consumo su base imprenditoriale in una logica di domanda-offerta. Altri aspetti ancora hanno una specifica correlazione con la ricerca sugli strumenti di formazione degli operatori esperti nel turismo culturale.
Il territorio della provincia di Trapani gode di un patrimonio archeologico – diffuso nel bel mezzo di una natura incontaminata, molto suggestiva anche dal punto di vista paesaggistico – che costituisce un vero tesoro culturale che va preservato da qualsivoglia opera di “ingegneria” che non sia di conservazione e di restauro. Marsala, anche attraverso la serie di edifici d’epoca che la rendono nel suo centro storico un vero salotto accogliente particolarmente adatto ad ospitare la Borsa del Turismo Culturale, si trova all’epicentro di un triangolo affascinante dal punto di vista paesaggistico e straordinario dal punto di vista del patrimonio archeologico e storico in quanto copre un periodo lunghissimo che va dalla preistoria, al medioevo, alla prima metà del novecento.
La questione è che, affinché non si traduca in abuso e violenza del territorio, dell’ambiente, della comunità, della cultura locale, lo sviluppo del turismo deve avvenire in una forma ecositemicamente compatibile. Il turismo culturale emerge come fondamentale propulsore di uno sviluppo di comunità in grado di apportare enormi vantaggi, a cascata, per tutti i settori (enologico, artigianale, ristorativo, dei trasporti, artistico, ricreativo ecc. ecc.). Dato il crescente numero di persone attratte da specifici itinerari culturali, storici, artistico-letterari, naturalistici, enogastronomici e così via, non può sfuggire la vitale importanza di una forma di turismo che valorizzi contemporaneamente le matrici culturali del Sé storico e le testimonianze attuali della civiltà locale. Quale risorsa produttiva può essere meno inquinante, più rispettosa dell’ambiente rispetto al turismo culturale? Quale altra forma di turismo può meglio elevare il turista al ruolo di partecipante sia estetico che attivo e responsabile di un patrimonio che comunque rappresenta un “bene comune” e renderlo protagonista di un’arricchente “biodiversità” culturale armonicamente interattiva con il territorio che lo accoglie? Lo sviluppo di comunità (community development) può avvalersi del turismo culturale sia perché esso promuove la convivenza (è nell’incontro cosmopolitico con l’Altro, con lo straniero, con il turista, che la comunità si arricchisce di un’esperienza conoscitiva che accresce il senso di appartenenza e l’identità locale) sia perché promuove la costruzione sociale del territorio e, di conseguenza, il suo empowerment.

Dr. Alfredo Anania

Presidente della Soc.Coop.Fenorabia Group Europe
Direttore Responsabile della rivista Psicologia Dinamica
email: anania.alfredo@psicologia-dinamica.it; tel.cell.3389718617 – 3206741712